Paolo Ferrarese

1) Come sei entrato a far parte dei Tenebrae?
- Conoscevo personalmente May e sono stato contattato direttamente da lui, che mi ha proposto di provare una sera con loro…fortunatamente è andata bene!

2) Conoscevi gia’ il gruppo o ne avevi gia’ sentito parlare?
- Sì, mi piacevano e li seguivo come fan nelle loro serate dal vivo.

3) Cosa ti ha spinto a far da subito parte di una band che andava praticamente rifondata e con un lavoro importante come Memorie Nascoste alle spalle?
- Ero curioso di come le canzoni che mi piacevano si sarebbero trasformate, con l’apporto dei nuovi componenti della band e il mio diverso approccio vocale.

4) Come immagini il tuo ruolo all’interno della band e cosa ti aspetti nel futuro prossimo di raggiungere?
- Di sicuro darò il mio massimo contributo.Il primo traguardo è la realizzazione di un buon album, che possa sentire mio.

5) Di quel che vuoi a ruota libera saluti compresi
- Spero di non deludere le aspettative di chi ci seguira’ conscio di raccogliere una eredita’ importante, ma sono certo che ci divertiremo…stay heavy!

pablo, antonella e due carissimi amici e fans dei Tenebrae
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Da sinistra a destra: Antonella Bruzzone, Paolo Ferrarese, Tony e Francesca due carissimi amici e Fans dei Tenebrae!!!!!!

Ecco a Voi il CURRICULUM MUSICALE DI PAOLO FERRARESE :

Iniziai nei primi anni novanta con una band chiamata ”Kaptives society”: con loro suonavamo un tipo di trash metal contaminato da altri generi, esibendoci in locali genovesi.
Successivamente formammo una band: i “Mosaico”: genere rock con arrangiamenti che si avvicinavano al jazz, specie dopo l’arrivo di un saxofonista.
Con Andy dei “Sadist” diedi vita ad un progetto, gli “Spheres”, ispirato alla formazione dei “Rush”, poi interrotto causa impegni degli elementi della band.
Dopo una pausa, entrai a far parte dei “Wounded Knee”, gruppo orientato verso un progressive metal decisamente moderno con inserimenti vicini al rock sperimentale degli anni settanta.
Le critiche sulle riviste erano positive e facemmo una lunga serie di concerti, toccando alcune regioni italiane e ottenendo belle soddisfazioni.
In un teatro imperiese suonammo anche di supporto al famoso gruppo prog italiano “Banco del muto soccorso”.
Per un lungo periodo, con un chitarrista, portai avanti un progetto, i “The bricks”, tribute band dei Pink Floyd, su basi campionate con strumenti veri e cori realizzati in studio.
Recentemente ho cantato, per circa tre anni negli “S.T.A.G.”, gruppo trash con differenti influenze, in cui la voce alternava i toni del death metal a passaggi più melodici.
Nello stesso periodo ho partecipato a due tribute bands, cantando nei Suicide Solution,tributo a Ozzy Osbourne (contestualmente, improvvisammo un concerto-tributo agli Anthrax con la partecipazione del batterista dei Sadist, Alessio), e agli Slayer nei Chaos from Hell.

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