Intervista a Mondo Metal

24/08/2011

Mondo Metal intervista Marco “May” Arizzi (chitarra), Francesco “Frank” Mancuso (tastiera) e Alessandro “AttilA” Fanelli (Batteria), componenti della Art Rock Band ligure Tenebrae
(Intervista di Marcello)

Tenebrae :
Paolo Ferrarese – Vocals
Marco Arizzi – Guitar
Francesco Mancuso – Keyboards
Fabrizio Bisignano – Bass
Alessandro Fanelli – Drums

- Salve ragazzi, parlateci dei “Tenebrae”. Come e quando è nato questo progetto?

May: Innanzitutto, grazie mille per l’attenzione e l’intervista!!!
I Tenebrae nascono nel Novembre del 2005, da una idea di Marco Arizzi di fare musica inedita, la cui costruzione parta dall’idea stessa che ne sta alla base, e dalla collaborazione con artisti che non sono coinvolti direttamente nel mondo della musica.

- Sappiamo che giusto pochissimo tempo fa c’è stato un sostanzioso cambio di Line-Up. Volete parlarcene?

May: Come in tutte le separazioni, ci possono essere vari punti di vista e vari modi con cui si può raccontare la vicenda.
Quello che secondo me è più vicino alla realtà, è che dopo tanto tempo che si suona assieme, o si raggiungono certi obiettivi (o si tende fortemente ad essi), oppure, se manca quel feeling personale che fa da collante tra persone che investono più volte a settimana, nonostante il lavoro e gli impegni che la vita di ognuno richiede, in un hobby, per quanto importante, è giusto separarsi e trovare situazioni più adatte alle proprie aspettative ed esigenze.
Comincio da:
Francesco Mancuso: a onor del vero fa parte dei Tenebrae già da Dicembre, in sostituzione di Flavio Bignone (membro storico dei Tenebrae). Era l’ex vocalist dei Frozen Flame, gruppo Prog Metal con un po’ di date all’attivo nell’underground ligure. Con noi ha parzialmente abbandonato i microfoni per i tasti bianchi e neri, perché sarà importante risorsa come seconda voce.
Alessandro “AttilA” Fanelli: batterista anche dei Rust in Deth (tributo ai Megadeth), ha militato in parecchie band tributo e cover. Una piccola curiosità: nel Novembre 2005 fu il primo batterista che provammo e fu proprio lui a presentarci Emanuele Benenti, che ci ha accompagnato per ben 3 anni.
Fabrizio Bisignano: ex bassista dei Levantini Maelstrom (un disco all’attivo) e dei November Guns (GNR tribute), ora sostituisce Fabrizio Garofalo, membro presente nella band fin dagli inizi e ancor prima nei Why Not, insieme al sottoscritto e al primo vocalist Marco Porqueddu (ex Orion).
Paolo “Pablo” Ferrarese: è il nuovo singer del gruppo. Ex cantante degli S.T.A.G. (due dischi all’attivo) e dei Suicide Solution (tributo ad Ozzy), diventa il terzo singer dei Tenebrae dalla loro nascita, sostituendo Davide Faudella.
Ora i Tenebrae sono questi, sicuramente il futuro sarà inevitabilmente diverso, ma intendiamo usare il passato come un patrimonio, una base comune da cui partire e usare per chiudere un cerchio.

- Definite il vostro genere “Art Rock”. Volete raccontarci di cosa si tratta e come è nata questa idea?

May: Questa “etichetta” deriva dall’esigenza di classificare la particolarità della nostra musica, visto che non segue un genere preciso di riferimento, ma si plasma attorno alla storia.
Abbiamo a suo tempo scelto l’Art Rock, in quanto con noi collaborano, sul palco e non, Artisti che hanno a che fare direttamente con l’ambito musicale. L’unione di tutto questo ci ha fatto venire a suo tempo in mente di poterci accostare a questo filone.

- Qual è la vostra formazione musicale? Siete autodidatti, avete studiato o studiate musica?

May: Mi sono innamorato della chitarra classica a 11/12 anni, dopodiché ho iniziato ad alimentare la mia vena rock. Sono quasi sempre stato seguito da insegnanti, da qualche anno però ho iniziato a camminare on le mie gambe.
Frank: A 12 anni prendevo di nascosto la chitarra e il lettore cd di mia sorella maggiore, ogni suono che usciva fuori dallo strumento era una scoperta emozionante per me, mentre con il lettore mi nascondevo dietro al divano ascoltando spesso La Primavera di Vivaldi.
Negli anni a venire la mia passione per la musica veniva alimentata grazie all’ascolto di band come Queen, Scorpions e Europe; a quel punto iniziarono le lezioni di pianoforte per due anni e di canto per un anno e mezzo.
AttilA: Essenzialmente autodidatta, preferisco scoprire da solo le tecniche piuttosto che doverle “imparare per forza”. Due grandi Maestri però mi hanno dato davvero tanto a livello tecnico, il torinese Gianni Branca (http://www.giannibrancadrum.com) e il genovese Francesco Larosa (http://www.myspace.com/francescolarosa).

- Qualcuno di voi sta attualmente seguendo progetti paralleli a questo?

May: Qualche idea, vedremo.
Frank: Ho trovato da poco dei musicisti per poter dare luce alle mie canzoni che non sono di certo adatte ai Tenebrae. Di questo futuro progetto ne sono il fondatore e il cantante.
AttilA: Attualmente suono anche nei Rust In Deth, tributo ai Megadeth.

- Quali sono i gruppi che influenzano il vostro sound e, se ci sono, quali musicisti influenzano il vostro personale stile musicale?

May: Sicuramente i Pain of Salvation, fino a Remedy Lane, i Pink Floyd per la loro capacità di creare pathos e per il loro senso dello show, e Malmsteen perché, essendo io un amante della musica classica e del rock, ho trovato in lui la perfetta icona musicale, soprattutto da ascoltare; preferisco però dar più rotondità alla canzone rispetto al solo.
Non disdegno ascoltare gruppi tipo Candlemass o Black Sabbath e musicalmente uno dei miei amori più grandi sono stati i Timoria di “Viaggio”, “Senza Vento” e “2020″.
Ultimamente mi sto appassionando anche al metal estremo e al post rock… lo so, sono due estremi ma…. che ci posso fare.
Frank: Le influenze della band? Penso ai primi Litfiba e i Timoria, come diceva giustamente Marco, anche se adesso andremo sicuramente incontro a qualcosa di nuovo e a sonorità leggermente diverse. Riguardo alle mie influenze invece ci sono i Dream Theater, gli Stratovarius e la musica anni ’80 in generale.
AttilA: Personalmente, sono molto influenzato dai Dream Theater e soprattutto da Mike Portnoy, ma poi prendo ispirazione da qualsiasi cosa desti la mia curiosità.

- Parlateci di “Memorie Nascoste”, il vostro album uscito a febbraio 2010, e di “Crepuscolo”, il fumetto allegato: quanto lavoro ha richiesto, anche a livello di songwriting, e con chi avete collaborato per la realizzazione del fumetto?

May: Il songwriting di “Memorie Nascoste” è figlio del lavoro prevalentemente mio e del bassista Fabrizio Garofalo (da non dimenticare però l’importantissimo contributo di Emanuele Benenti alla batteria e di Flavio Bignone alle tastiere), ed è stato distribuito nel corso dei primi anni di formazione del gruppo. Posso dire che è stato il riassunto di questo periodo passato assieme agli ex membri (senza dimenticare Gabriele Lenti alla batteria e Marco Porqueddu alla voce). Con questi elementi in mano, Davide Faudella ha riscritto i testi, adattandoli al suo modo di cantare e, con la supervisione di tutti, abbiamo messo insieme i brani in quello che è il nostro primo concept album. “Crepuscolo” invece è opera totalmente pensata e disegnata da Gabriele Ghio e Marta Olezza, che ringraziamo per questo bel prequel.

- Ci volete raccontare dell’esibizione al “Teatro della Gioventù” di Genova? Non vi siete limitati alla sola musica per presentare il concept di “Memorie Nascoste”…

May: Come tante altre volte, ci siamo avvalsi della collaborazione di Desiree Nembri (la nostra pittrice), di Gabriele Ghio e di Alessandro Barbero (in tutto e per tutto il sesto uomo del gruppo), che recita in una compagnia teatrale e si è reso disponibile a interpretare il Pittore, che nel nostro concept album fa da alter ego oscuro al protagonista.
In quella occasione fummo invitati a fare una serata assieme agli amici Medea Tarantula, un gruppo locale che ancor più di noi fa del teatro e della letteratura un punto forte di riferimento per la loro musica.
Fu, per quel che mi riguarda, una bellissima esperienza.

- Passiamo all’argomento “live”: quanta importanza gli date rispetto allo “studio” e cosa deve aspettarsi da voi chi va a vedervi?

May: Per me il live è la sublimazione del fare musica.
Sapere che anche una singola persona è venuta lì per te, per ascoltare la Tua musica e il Tuo messaggio dà una sensazione che non si riesce a spiegare a parole.
Il mio sogno è riuscire a offrire uno spettacolo a 360 gradi, dove il connubio tra musica e storia sia totale, ovviamente il tutto rapportato al nostro piccolo mondo.
Quindi dico… Aspettatevi di tutto, perché le possibilità che offre una storia sono infinite!!!
Frank: Mi piacerebbe che la gente pensasse a un live dei Tenebrae come un evento unico, un evento diverso di volta in volta, uno spettacolo misterioso e coinvolgente al quale voler assistere. Le capacità della band ci sono, perché non sfruttarle?

- Come vi siete mossi e vi state muovendo per promuovere “Memorie Nascoste”? E sempre a livello live, avete avuto modo di esibirvi anche fuori dalla Liguria in supporto all’album?

May: Purtroppo non siamo stati molto abili nell’autopromozione del prodotto, e pur avendo venduto un buonissimo numero di copie in regione, non siamo riusciti su web a proporre alle persone il nostro disco come avremmo voluto.
Più che altro adesso l’intenzione è di guardare avanti e cercare di fare qualcosa di ancora migliore, senza ripetere soprattutto strategicamente gli errori passati.

- Qual è la vostra opinione sull’underground rock/metal italiano in generale, e di quello ligure in particolare?

May: Io amo l’underground locale, lo trovo ricchissimo di band valide a ogni livello e genere: dal divertentissimo thrash ‘n’ roll degli Sfregio, al prog raffinato degli Splindeparì e Cahier Noir, a giovanissime band come Ready, Set, Fall, e agli Asylum (solo per rimanere nel rock e nel metal, senza citare i nomi più famosi che vengono in mente a tutti pensando alla scena Genovese). Purtroppo mancano gli spazi che consentono di organizzare quei concerti a medio cabotaggio, quelli che danno modo a un gruppo emergente di fare palestra, crescere e riuscire anche a poter proporre uno show di un certo livello.
Del panorama nazionale invece non ho grossa conoscenza.

- Cosa ne pensate di internet come mezzo di diffusione della musica? Voi di quali canali vi servite per farvi conoscere dal pubblico?

May: Penso che sia assurdo considerare un cd musicale alla stregua di un bene di lusso, il mercato così fatto uccide le band emergenti perché pochissimi possono permettersi di acquistare un cd di un gruppo che non si conosce o di cui non si è sicuri della qualità assoluta.
Ben venga quindi internet, Facebook, Myspace e tutti quei canali che consentono alle band come noi di avere una seppur minima voce in capitolo, una possibilità di far sentire la propria musica al di fuori del locale live.

- Quali sono ora i prossimi passi dei Tenebrae?

May: Non appena mi riprenderò da una operazione a un tendine, l’obiettivo immediato è quello di cementificare l’intesa, il feeling musicale tra i nuovi membri, e dedicarci alla stesura del materiale per il nuovo disco, senza disdegnare di riproporre in sede live pezzi del nostro primo lavoro. Penso che riusciremo a far avere nostre notizie non prima della seconda metà di ottobre, per quanto riguarda la scena live, in modo da poterci preparare per potervi proporre uno show degno di questo nome… Insomma, di lavoro da fare ce n’è tanto e non vediamo l’ora di affrontarlo.

- Di quale canzone famosa avresti voluto essere l’autore?

May: Trovo il passaggio finale di “Eclipse”, “Brain Damage”/”Eclipse” dei Pink Floyd uno dei pezzi più belli della storia del rock!
Frank: Per la musica, direi “The Best Of Time” dei Dream Theater, per il testo invece “La Cura” di Battiato e “People Are Strange” dei Doors, purtroppo però la lista sarebbe molto più lunga!
AttilA: Egoisticamente direi “Smoke On The Water”… La si sente dappertutto e non c’è nessuno al mondo che non la conosca!

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Mondo Metal ringrazia Marco, Francesco e Alessandro per la disponibilità a rilasciarci questa piacevole intervista
Ringraziamo i Tenebrae e facciamo loro tantissimi “in bocca al lupo” per gli sviluppi futuri che seguiremo.

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