Intervista su LiveUs

Live Us incontra i genovesi Tenebrae, gruppo art rock che propone il loro disco d’esordio Memorie Nascoste e che basa tutta la loro potenza nello spettacolo live, proponendo insieme alla musica anche attori e quadri che interagiscono con le canzoni. Una band che si impegna e crede sino in fondo a ciò che fà, e per questo degna di rispetto.
Alle domande risponde Marco Arizzi, chitarrista e fondatore del gruppo.

E’ appena uscito Memorie Nascoste il vostro primo disco dopo 5 anni dalla nascita della band, e dopo circa un anno di lavoro dietro, siete soddisfatti del vostro album?

- Già, e’ passato parecchio tempo dal Novembre 2005, abbiamo attraversato cambiamenti importanti nell’organico della band, che hanno portato con noi Davide e Gabriele Lenti per un periodo fino al ritorno di Lele alle pelli, ed eventi che hanno segnato il gruppo in maniera molto profonda e importante. Personalmente posso dire di esser soddisfatto di Memorie Nascoste, un disco nato attraverso questi 5 anni e rielaborato in funzione della storia che abbiamo scelto di raccontare in questo concept album. E’ stato un lavoro molto lungo e faticoso ma il risultato, considerato che si tratta di un disco d’esordio, mi soddisfa, lo trovo registrato bene e con un’”Anima”.

Definite il vostro genere art rock e, partecipando ad un vostro concerto, è facile intuire il perch´┐Ż: musica, quadri, attori mascherati che interagiscono con la band ed il pubblico e fumetti, insomma arte in tutte le sue forme. Come siete arrivati a proporre uno spettacolo di tale genere?

- Io sono sempre stato un amante dei comics e del disegno, pur essendo incapace di disegnare anche la griglia del tris, e fin dalla fondazione dei Tenebrae avevo in mente qualcosa che cercasse di abbracciare in modo più ampio la musica proposta. Ho avuto la fortuna di trovare negli altri ragazzi delle persone che non hanno mai cercato di osteggiare questi tentativi che, ammetto, potevano anche esser considerati improbabili e dispendiosi, e che hanno sempre capito che i progetti extra-musicali dei Tenebrae erano tutti incentivate per dare ulteriore forza e valore alla proposta musicale. Attraverso vari tentativi e la conoscenza di Desiree Nembri, è nata l’idea di fotografare i momenti salienti del concept attraverso dei quadri, in seguito è nata la collaborazione con Gabriele Ghio, mio carissimo amico e ottimo disegnatore, nella realizzazione di Creupscolo il prequel a fumetti di Memorie nascoste

Non vi sembra di proporre un po’ troppo?

- Non ci poniamo limiti nell’espressione della storia da raccontare, né musicalmente a livello di genere proposto, né a livello di interazione con altre realtà artistiche. Penso sia bello e divertente collaborare con delle persone che interpretano e rielaborano la tua idea, che la rendono loro. Noi proviamo a fare al meglio delle nostre possibilità tutte le cose che crediamo sia necessario fare, e devo dire, con tanta autocritica.

A questo proposito ringrazio tantissimo Riccardo Rossi della Lica’s Art che si occupa dei nostri effetti scenici e costumi, ed Alessandro Barbero che interpreta sul palco il pittore, protagonista del concept album da noi proposto. Sarebbero tante le persone da ringraziare, che con passione ci stanno sostenendo e che danno motivo di andare avanti su questa direzione, che non è per niente semplice, e potrebbe far sembrare, ridondanti e per certi versi presuntuosi, i nostri progetti.

Secondo voi il pubblico come recepisce questa divagazione dalla normalità di un concerto standard?

- Ad oggi abbiamo avuto dei riscontri positivi e di interesse sia per quanto riguarda i quadri proposti da Desiree che per il Fumetto realizzato da Gabriele.
A mio parere l’Arte avvicina sempre, soprattutto quando si tratta di lavori fatti con passione ed impegno.
Purtroppo per questioni logistiche non sempre è possibile proporre tutto quel che vorremmo ma, ci proviamo e proveremo sempre con maggior forza. Io non penso che tutte le cose che facciamo vadano a togliere forza e a far perdere di vista la protagonista assoluta della proposta del nostro gruppo che rimane la Musica, elemento che nel nostro gruppo ha, per forza di cose, la massima priorità e cura. Tutti i lavori collaterali che svolgiamo sono totalmente frutto del lavoro dei nostri collaboratori sia al livello di idea che di realizzazione, pensiamo che sia giusto che una persona anche se vincolata dal nostro lavoro debba avere la massima libertà di espressione, cosa che avviene anche tra noi cinque.

Concept album come disco di esordio, una scelta audace data la difficoltà di tali album, da cosa è nata l’idea?

- Il concept album nasce dall’esigenza di creare delle canzoni ispirandosi ad un’idea, un concetto di fondo e portante, che a mio parere aiuta a dare un’anima al pezzo. Per me e per i ragazzi è molto più semplice proporre delle idee avendo alle spalle delle sensazioni a cui ispirarsi. L’idea che tentiamo fortemente di perseguire è quella di riuscire a creare dei pezzi che siano collegati tra loro e che abbiano un’identità forte sia a livello musicale che di testo.
I nostri concept nascono da un brain storming in saletta, o davanti a qualcosa di alcolico, in cui discutiamo i soggetti di cui vogliamo parlare. Successivamente dividiamo tutto in macrosequenze entro le quali scriviamo la storia e in linea di massima le sensazioni che devono suscitare i pezzi.

I testi sono molto profondi e parlano di disagio… quanto della vostra vita è riportato nelle canzoni?

- I Tenebrae a livello di contenuti fin dagli inizi hanno avuto un taglio molto, arrabbiato, critico, a tratti decadente. Penso che siano sensazioni che fanno parte in un modo o nell’altro del carattere di ognuno di noi 5. Nessuno dei testi, rispecchia tratti di vita personale, è semplicemente una storia che viene raccontata.
Dei testi in se, si occupa Davide in modo molto aperto e propositivo, cosa che avviene anche tra noi musicisti per la parte strumentale. I brani sono il frutto di un continuo confronto tra di noi, e il risultato di una supervisione costante gli uni da parte degli altri.

Che cosa vi è rimasto più impresso positivamente della realizzazione del disco?

- Tutte le ore trascorse a chiacchierare con Filippo Foccis, Giulio Gaietto, Alessandro Sartini che hanno registrato e collaborato con noi, ci siamo fatti un sacco di risate! Una bella esperienza, davvero.

Progetti futuri?

- Per adesso il nostro più grande desiderio è quello di spingere Memorie Nascoste ed iniziare a suonare e proporci al di fuori dei confini liguri.
Stiamo registrando una versione acustica di Tracce di Te e il nuovo pezzo La Sindrome di Faust, che andrà a far parte del secondo disco a cui stiamo lavorando già da un po’ e di cui per adesso non anticipiamo nulla :)

Siamo arrivati alla fine della nostra intervista, grazie Marco e buona fortuna alla band.

Grazie a te ed a Live Us per questa chiaccherata!

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