Recensione su Aristocrazia Webzine

Cercate un disco che sia delicato ed emotivo quanto fottutamente arcigno e rock? Vi piace la musica che permette di riflettere e conduce all’attraversare territori che non vi sono solitamente consoni? Segnate il nome Tenebrae e acquistate una copia di “Memorie Nascoste”, il problema è risolto.

L’Arte con la “A” maiuscola è un concetto ampio e sin troppo sfaccettato da poter racchiudere o spiegare con le semplici parole, possiede la capacità di stupire, incantare, incatenare ed esprimere la follia e genialità di colui o coloro che vi s’immergono.
Le varie forme che le rendono onore possono essere vissute con una visione specifica, ci si può infatti dedicare a ciò che riesce meglio gettando i pensieri e le emozioni in note, pensieri o immagini e fornire una propria opera che omaggi questa “divinità” astratta di nome ma sostanzialmente concreta nei fatti in unica direzione oppure tentare in un poker artistico inglobando tutto ciò che si ritiene tale puntando a creare uno show che sia unico.
Si potrebbero avere le capacità compositive di un musicista di classe ma magari non essere un paroliere efficace, disegnare o dipingere come il più ispirato catturatore d’immagini e visioni e non saper tagliare una mela a quadretti, sembra una stupidata, pensandoci bene però divenire artisti a tutto tondo è impresa non da poco.
C’è chi vi riesce come singolo, c’è chi in gruppo arriva a fondersi con altre anime giungendo a un risultato che dia al termine “Artista” quella dovuta altisonanza e regalità che merita.
Il rock italiano è bistrattato e da un lato se lo merita pure, la nomea di genialoide e innovatore se la tirano su in tanti, gli anni ’70 signori son passati e di gente come Bartocetti, Stratos o di band come la Pfm del periodo d’oro non ne nascono poi tante, così com’è quasi nulla ormai la speranza di avere a che fare con cantautori che possano aspirare in una maturazione degna di De Andrè, Battiato e Guccini, il ricambio generazionale troppe volte è smontato dalle classifiche, dai clichè e dalla noncuranza dell’inutile industria musicale italica.
Non tutto è perduto, esiste ancora quella corrente underground che si muove e che lotta seppur affossata e costretta a seguiti che definire di nicchia sarebbe già espansivo come termine, sono grato quindi che esistano formazioni come i genovesi Tenebrae.
Il preambolo fatto è solo una presentazione non esplicita di coloro con cui avremo a che fare, il quintetto ligure che vede nelle figure di Davide Faudella (voce), Fabrizio Garofalo (chitarra), Marco Arizzi (chitarra), Emanuele Benenti (batteria) e Flavio Bignone (synth, ormai ex membro ma è di rilievo il suo apporto in tale lavoro) degli amanti appassionati ed esploratori di un mondo colorato, intimo, colmo di raffigurazioni e teatralità, la musica diviene il letto di un fiume sul quale far scivolare i suddetti aspetti erigendo uno spettacolo dove l’unica protagonista è l’Arte.
Ascoltando le tracce di “Memorie Nascoste”, e quindi prendendo in considerazione il panorama prettamente legato ai suoni, si possono carpire molteplici influenze a far da guida, ci sono sprazzi progressivi di matrice sia metal che rock e il rock fa comparsa anche nella sua componente “nostrana” come attitudine, i Tenebrae non negano infatti (e si sentono) i richiami a certe soluzioni vicine ai primi Litfiba e Timoria, fosse solo questo il materiale a disposizione dei Tenebrae uno si potrebbe già ritener soddisfatto per come gli vien data sembianza, non consoliamoci però, per nostra fortuna c’è tanto di più.
Venature gotiche raffinate, lo spirito cantautorale carismatico e drammaticamente coinvolgente di Davide rendono “Memorie Nascoste” un album a dir poco favoloso, potrei adesso tediarvi con un track by track lungo e articolato, su ognuno dei brani ce ne sarebbero di cose da dire e di rimembranze da citare e solo in visione positiva.
Mi limiterò a segnalarvi gli episodi che ritengo fondamentali all’interno di questo gioiellino iniziando dall’accoppiata che fa di “Visione”, elegantemente prog con un una prova lirica decisamente evocativa, e di “Anima” varia nel suo proporre una combinazione di riff aggressivi, pesanti e quegli strappi improvvisi che elevano il lavoro tastieristico a dominatore dell’umore, due tappe fondamentali dell’ascolto.
Ci lamentiamo che nelle classifiche italiane mancano i pezzi da traino che abbiano una logica e una costruzione che si possano qualificare come serie? Quei singoli che possano far breccia nel cuore dell’ascoltatore che va oltre quella massa fedele al consiglio stereotipato in stile “X-Factor”?
Bene, prendete una “Coprimi Di Nero”, mettetela al volume che ritenete più opportuno e dimenticatevi di ciò che avete intorno, un brano dal carisma innegabile, bella quella robusta chitarra che supporta il refrain, si viene invischiati in una storia che acchiappa dal primo all’ultimo secondo, se questo non è un singolo radiofonico e con gli attributi di gran portata cosa si va cercando?
Comprendo che Virgin Radio “Rock Radio” (ma de che?) debba mandare on air ciofeche ignobili e pseduo-rocker spacciati per ribelli e stelle di sa quale firmamento (saran cadute prima del tempo) per contratto e sponsor, quando sarà possibile dar voce ad artisti come i Tenebrae nei palinsesti nazionali? Lo so, è l’ennesima domanda che non troverà risposta.
Sono solo tre le canzoni che ho tirato in ballo, lascio a voi l’approfondire il resto della tracklist, chi prenderà la decisione d’ascoltarlo preferirà scoprire da solo dove questi ragazzi possono arrivare.
Strumentalmente i cinque sono affiatati, praticamente perfetti, ho elogiato sinora cantante e tastierista ma non si possono negare la bravura, il dinamismo del comparto base e il valore di un riffing ispirato, avvolgente e ricco di sorprese regalatoci dalle sei corde.
C’è un punto ancora da sottolineare dato che rende le prestazioni dei genovesi speciali: il supporto visivo. Sia in formato fumetto, “Crepuscolo” ideato da Gabriele Ghio e Marta Olezza o nella più sensazionale galleria d’arte allestita in sede live grazie alle opere della pittrice di Crema Désirée Nembri, un quadro per ogni episodio racchiuso nel disco, quello che la band realizza è una trasposizione vivida e pulsante della propria realtà musicale racchiusa in immagini fisse e rese immortali ma che hanno il dono della “parola”.
La curiosità di vederli on stage è davvero tanta, per informazioni più approfondite in merito a quest’aspetto vi rimando al sito ufficiale: www.tenebrae.it/.
Cercate un disco che sia delicato ed emotivo quanto fottutamente arcigno e rock? Vi piace la musica che permette di riflettere e conduce all’attraversare territori che non vi sono solitamente consoni? Segnate il nome Tenebrae e acquistate una copia di “Memorie Nascoste”, il problema è risolto.

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